3 Errori nella corsa

Alcuni errori nella corsa possono influenzare le performance e possono essere determinanti per evitare infortuni.

1.Gli errori di postura

Testa inclinata – Gli occhi devono essere concentrati a guardare in avanti e non a guardare il terreno.

Spalle rigide – Soprattutto quando monta la stanchezza le spalle del runner s’irrigidiscono, questo compromette la libera respirazione e l’elasticità del movimento.

Busto sbilanciato – Così come avviene per la testa, sbilanciare il busto espone al rischio di perdita d’equilibrio. Il torso del corridore deve essere leggermente inclinato in avanti.

Braccia rigide – Spalle e braccia dovrebbero muoversi in modo controllato, ma non rimanere rigide, si evita fatica inutile.

2.Evitate di correre con il tallone

Quando si comincia a correre, la maggior parte degli aspiranti corridori lo fa poggiando ogni volta il tallone, dal momento che è questo il movimento naturale del corpo. Tuttavia, se si guarda attentamente una gara professionistica, si nota che i velocisti non posano mai il tallone al suolo, ma corrono con l’avampiede. Per riuscirci bisogna lavorare a migliorare la tecnica.

Consiglio – Non è importante soffermarsi solo su come si appoggia il piede: è fondamentale capire anche dove lo si appoggia, qual è la distanza tra punto di atterraggio e il nostro baricentro. L’atterraggio corretto è idealmente al di sotto del nostro baricentro.

3.Il ritmo mantenuto durante la corsa, definito anche cadenza.

Il ritmo si misura in bpm (batture per minuto) ed equivale al numero di appoggi effettuati in ogni minuto di corsa. Molto spesso a un errata postura corrisponde un ritmo di corsa molto lento, che si attesta mediamente attorno ai 150-160 bpm.

Correre a frequenze così basse è considerato un errore in quanto non permette di utilizzare in modo funzionale ed efficiente la muscolatura, inoltre chi fa meno passi al minuto tende di più la gamba e favorisce lappoggio sul tallone. Quindi per atterrare con la gamba piegata bisogna avvicinarsi il più possibile alla “cadenza ideale” di 180 passi al minuto.

 

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