La corsa lenta: i benefici

Il modo più semplice e naturale di correre è il fondo lento. Si tratta di una tecnica utilizzata (anche e soprattutto inconsapevolmente) dal principiante ma anche dal runner esperto. Il fondo lento è il modo più istintivo di correre e molto spesso rappresenta l’unico stimolo allenante poiché facile e immediato nella sua esecuzione e poiché non richiede molta fatica.

I principali vantaggi del fondo lento:

  • Si sente meno la fatica
  • Si dimagrisce
  • E un’ottima base per allenamenti più duri

Assieme ai vantaggi il fondo lento presenta anche alcuni svantaggi in particolar modo per i runner esperti che prediligono il fondo lento e che ne fanno l’unica fonte di allenamento. In questi casi questa pratica non è più allenante e, con il tempo, i benefici del fondo lento vanno a scemare.

Ci sono invece dei casi in cui è fondamentale praticare il fondo lento ossia:

Per i principianti o per chi ha avuto uno stallo (ad esempio dopo un infortunio) e deve costruirsi una resistenza aerobica sufficiente e un discreto massimo consumo di ossigeno. Il fondo lento deve rappresentare, per il periodo iniziale, l’unica forma di allenamento. Il fatto che il lungo aiuti la capillarizzazione lo rende perfetto per tutti i periodi di costruzione e per tutti i periodi di allenamento più intensi. Dunque anche l’atleta più evoluto deve inserire il lungo nel programma di allenamento

Per definizione il fondo lento non deve essere particolarmente stressante, per questo motivo  non deve mai superare una distanza che è funzione della gara che si sta preparando

Ma quale ritmo deve avere il fondo lento? Per comprendere se la corsa che si sta facendo è definibile fondo lento occorre fare attenzione in particolare alla respirazione in quanto per definizione mentre si corre il fondo lento si può tranquillamente parlare. Questo in linea di massima perchè poi il fatto di riuscire a parlare o meno è molto soggettivo e dipende anche dal grado di allenamento.

Riassumendo il fondo lento è perfetto per perdere peso, per i principianti, per chi è fermo dopo uno stallo, e, per una percentuale di allenamenti, anche per i runner esperti purchè non diventi l’unico allenamento.

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